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Progetto "Rete di supporto e riabilitazione per donne vulnerabili"

Progetto finanziato nell'ambito del FER III 2008 Azione 3.1.c "Realizzazione presso i Centri di accoglienza per Richiedenti Asilo o i Centri territoriali dello SPRAR di servizi per la riabilitazione di vittime di tortura e per il supporto di donne sia singole che in famiglia"

Perché questo progetto?
Quasi tutti i richiedenti e beneficiari di protezione internazionale hanno subito traumi di vario grado (traumi, traumi estremi, violenza, tortura) a causa dei quali si possono manifestare disturbi come depressione, ansia, psicosi, dissociazione, la sindrome da stress post-traumatico (PTSD - Post trauma stress disorder) e disturbi da stress estremo non altrimenti specificati (DESNOS - disorders of extreme stress non otherwise specified). Si ritiene che 1 rifugiato su 10 sia affetto dalla sindrome da stress post-traumatico, mentre un 5% soffra di gravi forme depressive.
In questo contesto le donne soffrono di una vulnerabilità ancora maggiore a causa di traumi aggiuntivi (violenze sessuali in patria o durante la fuga, MGF , ecc.) e a causa di situazioni di discriminazione "ordinaria" pregresse nei loro Paesi di provenienza. La stragrande maggioranza delle donne che arrivano in Italia sono in età riproduttiva, cosa che, in caso di gravidanze, può portare ad ulteriori complicazioni in particolare per nuclei monoparentali (assenza di reti familiari, problemi psicologici e sanitari).
Le donne rappresentano quasi il 30% dei richiedenti protezione internazionale. All'interno dei progetti SPRAR il 26% dei beneficiari sono donne, le quali salgono al 46% nelle categorie vulnerabili.
I percorsi di accoglienza e di integrazione delle donne sono caratterizzati da una maggiore complessità e difficoltà, aggravata dalla mancanza di servizi socio-sanitari specifici (in particolare per quanto riguarda un orientamento transculturale o etnopsichiatrico dei servizi da un lato e competenze specifiche nell'identificare traumi, violenze e torture dei servizi sanitari dall'altro).

Cosa propone questo progetto?
Il sostegno ai processi di inclusione sociale degli immigrati è uno degli obiettivi strategici della Regione Toscana.
La legge regionale sull'immigrazione prevede tra altro interventi specifici di assistenza e accoglienza a richiedenti asilo, status di rifugiato o protezione sussidiaria, così come l'esercizio del diritto alla salute (in particolare l'adozione di strumenti per il riconoscimento e la valutazione dei bisogni di salute specifici dei cittadini immigrati così come la formazione all'intercultura del personale socio-sanitario, medico e paramedico prevedendo in generale l'adattamento dei servizi socio-sanitari ad un'utenza pluriculturale).
Questo progetto si propone di sperimentare specifici percorsi di sostegno per richiedenti e beneficiari di protezione internazionale affetti da traumi, con un'attenzione particolare alle donne, per facilitare il loro inserimento socio-culturale. Si tratta di sensibilizzare e informare gli operatori socio-sanitari dei territori coinvolti riguardo alle necessità specifiche delle richiedenti asilo e rifugiate, sulla loro situazione, sui traumi di vario genere e grado a cui possono essere state soggette. Allo stesso tempo si mirerà a favorire l'elaborazione e il superamento di esperienze traumatiche che spesso ostacolano o addirittura bloccano ogni percorso di autonomia. Si cercherà di promuovere la creazione di reti territoriali per un approccio transculturale dei servizi socio-sanitari. Si tenterà inoltre a favorire l'emancipazione e la presa di coscienza delle donne richiedenti asilo e rifugiate riguardo alle loro capacità e potenzialità.
Il progetto prevede interventi sinergici in campo socio-sanitario, educativo, formativo e ricreativo, articolati in percorsi ad personam.

Le azioni:

  • Realizzazione di seminari territoriali rivolti agli operatori socio-sanitari, personale medico e paramedico.
  • Attivazione di servizi di consulenza etnopsichiatrici e/o transculturali per i richiedenti e beneficiari protezione internazionale che necessitano di interventi specifici
  • Realizzazione di corsi di italiano L2 di 2 livelli combinati con un corso di informatica, articolati in 2 moduli di 20 ore ciascuno, a piccoli gruppi, con un approccio non formale e comunicativo e tutoraggio individualizzato
  • Realizzazione di gruppi di auto aiuto rivolti a donne finalizzati alla (ri)costruzione/ rafforzamento dell'autostima e all'empowerment.
  • Creazione di un sito web con area FAD

Per facilitare la frequenza delle donne beneficiarie del progetto e la loro partecipazione alle attività educative e formative sono previste alcune misure specifiche: per chi conclude il percorso individualizzato concordato è prevista l'erogazione di un voucher; le donne con figli piccoli potranno usufruire di servizi di babysitting.

Progetto co-finanziato dall'Unione Europea

Ministero dell'Interno - Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione

Fondo Europeo per i Rifugiati

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