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Firmato un memorandum sociale tra Governo e Alleanza contro la povertà

Pubblichiamo l'articolo di Gianluca Mengozzi, presidente Arci Toscana e referente per la Presidenza su Lotta contro povertà e diseguaglianze, comparso su Arcireport.

 

 

All’Alleanza contro la povertà aderiscono assieme all’Arci associazioni, sindacati, rappresentanze dei comuni e delle regioni. Si tratta di 37 organizzazioni che dal 2013 hanno sviluppato assieme un percorso di approfondimento sui fenomeni dell’allargamento progressivo delle fasce di povertà, con un focus specifico sul contrasto alla povertà assoluta. In particolare in questi anni la denuncia dell’Alleanza si è concentrata sul grave ritardo con cui l’Italia si cimentava, tra molte incertezze e lentezze, sul tema della crescente esclusione sociale. Una denuncia costruttiva, che è stata sempre seguita da proposte concrete di misure e provvedimenti con cui dare soluzione ad una questione ogni giorno più emergenziale. Questo lavoro si è dunque concentrato su una misura, il REIS (Reddito di inclusione sociale) che ha costituito e costituisce la bandiera identitaria dell’Alleanza, il provvedimento guida attorno al quale la compagine ha costruito la propria proposta politica. Quella di concentrarsi sulla soluzione della questione dell’indigenza assoluta e non sull’impoverimento della popolazione in generale è stata una scelta responsabile, partita dall’assunto che le misure di contrasto alle crescenti disuguaglianze e alle difficoltà economiche della popolazione necessitano di interventi quadro articolati e complessivi sulle politiche del lavoro e dello sviluppo e che altra questione è quella del supporto alle fasce sociali escluse a causa del grave e cronico stato di povertà. Con l’approvazione il 9 marzo scorso della nuova legge delega e con la progressiva sostituzione del SIA (Sostegno all’Inclusione Attiva) con il REI (Reddito di inclusione sociale) l’Alleanza può rivendicare a buon diritto di vedere realizzato parte del proprio programma ed esprimere la soddisfazione di vedere accolta la filosofia della propria proposta.

Rimangono però dei limiti che dall’Alleanza medesima sono stati evidenziati: bisogna aumentare decisamente lo stanziamento di fondi per raggiungere l’universalità dell’accesso al REIS. A questo fine l’Alleanza e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali hanno aperto una fase di dialogo, volta a rendere il decreto legislativo e gli ulteriori provvedimenti attuativi il più possibile coerenti con l’iniziale proposta di Reddito d’Inclusione Sociale (REIS): questo lavoro è sfociato nel primo memorandum sociale firmato col Governo nei giorni scorsi. I punti d’intesa raggiunti possono ricondursi a due obiettivi di fondo. Il primo individua i criteri per determinare l’accesso alla misura e per stabilire l’importo del beneficio, in modo che si tenga conto il più possibile delle effettive condizioni economiche dei richiedenti. Il secondo precisa gli strumenti necessari per creare reali percorsi d’inclusione sociale nei territori. In particolare l’Alleanza ha condiviso che fosse definita una dotazione certa per il finanziamento strutturale dei servizi locali per l’inclusione: i trasferimenti aiutano le persone ad uscire dall’indigenza e a raggiungere uno standard di vita decente, mentre i servizi personalizzati per l’inclusione ne promuovono l’inserimento sociale e lavorativo. Solo nella sua interezza il Reis potrà contribuire a modificare effettivamente le condizioni di vita delle persone, aiutandole ad uscire dal circuito della povertà.

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