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“Identità e cittadinanza. Le nuove generazioni italiane”

Molto partecipato l’incontro sull’identità nel pomeriggio di giovedì 29 giugno. Le parole della presidente nazionale ARCI e del rapper bresciano Tommi Kuti.

L’Italia deve approvare nel più breve tempo possibile la legge sulla cittadinanza, che investe circa 1 milione di ragazze e ragazzi, nati in questo Paese da genitori stranieri e che chiedono di essere cittadini italiani, in un momento in cui proprio l’essere cittadino e voler partecipare alla vita pubblica della propria comunità è diventato cosa rara”. Così la presidente di ARCI Nazionale Francesca Chiavacci, a margine dell’incontro di giovedì 29 giugno al Meeting Internazionale Antirazzista in cui si è affrontato il tema dell’identità. “Queste ragazze e questi ragazzi sono giovani a cui lo Stato impedisce di vivere appieno, che nascono, crescono, studiano qui, ma che devono sopportare un calvario fatto di continui rinnovi di permesso di soggiorno, che non sono liberi di fare l’Erasmus e non possono fare certi viaggi perché non diamo loro il documento di identità italiano. La legge sullo Ius Soli è una legge di civiltà, per cui ARCI si è impegnata e continua a impegnarsi. La nostra Associazione è al fianco di queste ragazze e ragazzi, perché costituiscono un patrimonio ricchissimo per il nostro Paese e i loro diritti e le loro storie devono essere riconosciuti.”

 

Sulla difficile condizione dei giovani italiani di nuova generazione, è chiarissimo Tommi Kuti, classe 1989, rapper bresciano di seconda generazione, laureato a Cambridge e tornato in Italia, che nel suo album in uscita per Universal affronta i temi del razzismo e dell’identità.
Il vivere in questa condizione, senza essere riconosciuto come cittadino italiano ti fa costantemente porre domande sulla tua identità. Ti porta a essere perplesso, confuso. Tu pensi al Paese in cui sei cresciuto, in cui hai conosciuto l’amore, gli amici, in cui hai studiato e non riesci mai a sentirti di appartenere a questo stesso Paese.

L’Italia ha avuto” – continua il rapper – “la fortuna di avere un’immigrazione recente, quindi avrebbe potuto osservare la situazione negli altri paesi europei, per arrivare così a formulare leggi più efficaci e al passo con i tempi.” E invece? “Invece la politica italiana si è limitata a una visione strumentale, fondata su logiche elettorali. Ha quindi un grande peso sulle proprie spalle: deve abbandonare questa modalità e finalmente impegnarsi per dotarsi di una legge seria e affidabile”.

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